Home
Servizi
Lavori eseguiti
Esempi applicativi


Georadar radar mappatura sottoservizi Sassari Nuoro Olbia Cagliari sismica Sardegna

a rifrazione tomografia elettrica indagini geofisiche Sassari Nuoro Olbia Cagliari Sardegn

INDAGINI ELETTROMAGNETICHE: METODOLOGIA E STRUMENTAZIONE

I metodi elettromagnetici rappresentano una classe di metodologie geofisiche volte all'indagine del sottosuolo per scopi ambientali, geotecnici ed idrogeologici.
Tale metodo si basa sul principio fisico dell'induzione elettromagnetica:

Una bobina, costituente l'elemento di trasmissione (TX), viene fatta attraversare da una corrente alternata generando così un campo magnetico primario (Hp) che si propagherà in tutto il volume di spazio sottostante e sovrastante lo strumento di indagine.
Una seconda bobina (RX), sita ad una data distanza dalla prima, registrerà la risposta del campo magnetico secondario (Hs), la cui intensità è direttamente proporzionale alla conduttività del terreno.
La corrente inviata nel circuito varia sinusoidalmente nel tempo ad una frequenza preimpostata. Quest'ultima, determinata dall'utente previa acquisizione, influenza la profondità di indagine desiderata ed il potere risolutivo del segnale (frequenze maggiori hanno un alto potere risolutivo idonee, quindi, alla ricerca di piccoli target sepolti non in profondità).

Le grandezze successivamente restituite dalla strumentazione sono classificabili in due componenti:

- Componente in quadratura (mS/m) : proporzionale allo sfasamento tra il campo primario e quello secondario e pertanto proporzionale alla conducibilità elettrica del sottosuolo.

- Componente in fase (ppm) : proporzionale all'intensità del campo elettromagnetico ricevuto dallo strumento, quindi sensibile alla presenza di parti metalliche (materiale con alte concentrazioni di ioni metallici, tubazioni, fusti, serbatoi, ecc.), oppure indice di materiali quasi-isolanti (cemento, calcestruzzo, rifiuti, laterizi, materiale organico).

Le misure EM consentono di ottenere una risposta evidente sia dai metalli ferromagnetici che da quelli non-ferromagnetici (alluminio, ottone, piombo) ampliando le limitate capacità del semplice metodo magnetometrico MAG. Si possono così identificare oggetti metallici che abbiano perso le caratteristiche ferromagnetiche a causa di una lunga permanenza nel sottosuolo (come nel caso di ordigni inesplosi interrati da decine di anni).

La profondità di indagine è un fattore di difficile determinazione, variabile da sito a sito, essendo la propagazione dell'onda EM influenzata da molteplici fattori. Esistono comunque regole pratiche le quali indicano come ad un aumento di conduttività del terreno e/o frequenze in uso avremo una riduzione del volume investigato.

Il metodo ha trovato largo successo in vari campi di applicazione, tra i quali:

  • Indagini propedeutiche alla valutazione del rischio per la presenza di ordigni bellici
  • Mappatura di volumi inquinanti.
  • Mappatura su grande scala per studi idrogeologici.
  • Mappatura areale per studi sull'intrusione marina
  • Mappature di terreni di supporto alla progettazione di impianti di messa a terra.
  • Mappature geologiche superficiali/profonde.
  • Individuazione e mappatura dei sottoservizi (metallici o meno).
  • Individuazione di cavità.
  • Mappatura a scopo geoarcheologico.
  • Mappatura areale per scopi agronomici.
  • Misura dell'estensione areale di depositi noti di ghiaie/argille.
  • Applicazioni in foro di sondaggio/piezometro/pozzo.

Il loro vasto uso è stato certamente favorito grazie agli immediati e distinguibili vantaggi operativi quali:

  • Rapidità di esecuzione.
  • Possibilità di operare su qualsiasi tipo di superficie (suolo, roccia, asfalto, ecc..).
  • Georeferenziazione rapida mediante griglie o GPS.
  • Possibilità di impiego in acquisizione di software di navigazione real-time.
  • Rapidità e semplicità nell' elaborazione dei dati.

 

 

 

EM1__ EM2__EM3

L'elettromagnetometro può essere utilizzato su terreni anche accidentati. Infatti è di peso contenuto e abbastanza maneggevole e lo strumento viene portato a tracolla tramite una cinghia. Ideale per la caratterizzazione geotecnica ed ambientale dei suoli. La lunghezza della strumentazione completa di aste è di poco inferiore ai 4 metri.
Raggiunge una profondità di investigazione compresa tra i 3,5m (sensori in asse) e i 5,5 m (sensori ruotati).
I sensori sono nelle parti terminali delle aste. Misurano due grandezze: la conducibilità in mS/m e la componente in fase in p.p.t. (parts per thousand di materiale metallico presente).
Le acquisizioni vengono effettuate ai nodi di una maglia regolare la cui interdistanza viene valutata in base al tipo di ricerca richiesto.

ELENCO STRUMENTAZIONE

PROFILER EMP-400 marca GSSI

Gf Instruments CMD Mini Explorer ed Explorer

Elettromagnetometro Geonics EM31 - EM38

 

LINEE GUIDA PER LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA ORDIGNI BELLICI INESPLOSI (fonte CNI)

Nel 2012 è stata promulgata la Legge 177, che introduce nel D.Lgs. 81/08 precise azioni che il committente e il CSP, devono mettere in campo, al fine di valutare sia la possibilità di rinvenimento di ordigni bellici inesplosi, durante operazioni di scavo, sia il rischio di esplosione derivante dall’innesco accidentale di un ordigno bellico inesploso rinvenuto durante le attività di scavo

Il tema ordigni bellici richiede l’inserimento nel PSC di un “capitolo” dedicato a riassumere l’attività di valutazione del rischio effettuata dal CSP.
La prima attività del CSP è la valutazione del rischio di rinvenimento di ordigni bellici inesplosi, dopodiché, qualora tale rischio non sia escludibile, il CSP procederà a segnalare al Committente la necessità di attivare la bonifica degli ordigni bellici che dovrà essere rigorosamente effettuata secondo i disposti normativi riportati nelle appendici della presente Linea Guida.
Resta inteso che il PSC dovrà contenere le misure di prevenzione e quant’altro previsto dal punto 2.2.4 dell’Allegato XV del D.Lgs.81/2008.
Per valutare il rischio di rinvenimento di ordigni bellici inesplosi il CSP potrà partire da una ricerca storico documentale (cfr punto 6.1) ed eventualmente avvalersi di un’analisi strumentale (cfr punto 6.2); gli esiti di tali analisi dovranno essere correlati alle lavorazioni di scavo previste per la realizzazione dell’opera ed alla presenza di preesistenze antropiche (fondazioni, cisterne, condutture, ecc).

Analisi preliminari: storica, documentale e strumentale

Il rischio derivante dal rinvenimento di un ordigno bellico inesploso non è quasi mai escludibile a priori. Poiché, per questa tipologia di rischio, la magnitudo (ovvero il danno che può derivarne) è sempre alta, occorre valutare al meglio la probabilità del rinvenimento. L’analisi delle probabilità di ritrovamento di un ordigno bellico inesploso passa attraverso alcune fasi obbligate, che mirano alla raccolta di tutte le informazioni disponibili sul sito oggetto di intervento (informazioni storiche relative ad eventi legati a conflitti bellici, natura del terreno, tipologia di utilizzo, preesistenze, ecc) e si articola in ANALISI STORICA E DOCUMENTALE ed eventualmente ANALISI STRUMENTALE. I risultati, presi singolarmente, non portano mai all’esclusione tout-court della presenza di ordigni nel sottosuolo e/o della necessità della BOB, ma rappresentano una delle componenti del quadro d’insieme che il CSP deve costruire per addivenire ad una valutazione del rischio.

ANALISI STRUMENTALE.

Rappresenta l’insieme delle indagini e dei rilievi strumentali non invasivi che possono, in certi casi, costituire un elemento ulteriore per la valutazione del rischio.

Le indagini suddette sono uno strumento controverso, in quanto non risolutivo, perché definiscono eventualmente la presenza di segnali ferromagnetici POTENZIALMENTE riconducibili a ordigni bellici. Il limite di tutte le indagini è dunque quello di poter essere facilmente influenzate da qualsiasi manufatto umano. In questa sede si ritiene opportuno dare alcune indicazioni circa i metodi disponibili, in quanto questo tipo di indagini sono espressamente citate dall’interpello 14/2015.

In particolare si tratta di INDAGINI MAGNETICHE o ELETTROMAGNETICHE che vengono spesso impiegate anche in altre discipline. Sono analisi non invasive, che misurano rispettivamente le anomalie del campo magnetico terrestre e la propagazione delle onde elettromagnetiche nel sottosuolo e sono pertanto in grado di rilevare masse ferrose che alterano queste grandezze. A seconda delle profondità da raggiungere, la conformazione e la tipologia del suolo, si possono individuare le tipologie di indagini più adatte da effettuare.

Elettromagnetismo indagine elettromagnetica sardegna Sardegna

 


TORNA A SERVIZI

 

 

GEOSERVICE s.a.s. - Sede legale: Via E. D'Arborea 16 - 09010 Villa San Pietro (CA) - Tel. 3474032606 - 070907429  -   -  Fax: 1782206528  -   info@geoservicesardegna.com - PEC: geoservice.sas@pec.it - P.IVA/C.F.: 03008730925